Italiani e immigrati tutti uguali e tutti più poveri.

C’è una distanza emotiva che divide gli italiani dagli immigrati, una distanza dovuta dalla cattiva gestione dell’accoglienza e da una perversa volontà politica che ha ricoperto come una melassa cattocomunista il problema dell’integrazione e dei diritti.
La melassa di cui parlo è quella preparata in salotti radical chic frequentati da intellettuali di regime e miliardari dal cuore d’oro, sempre tanto lontani dalla strada e dalla vulgata cosi incivile e perennemente affamata, che deve essere, per forza di cose, instradata verso pensieri più alti e delicati. Insomma tra un aragosta e un’altra è sempre facile criticare i grassi contenuti in un panino con la mortadella.

Come per tutte le cose in questo Paese sono i cittadini a dover pagare, i nostri cari politici non hanno saputo gestire minimamente un tema delicato come quello dell’immigrazione e ogni volta che qualcuno ormai esausto si rifiuta o cerca di ribellarsi all’ennesimo sopruso ecco subito che intervengono le squadraccie mediatiche dei nostri parlamentari a tacciare di razzismo chi vuole giustamente che prima si pensi al cittadino italiano e poi in caso anche agli stranieri.

Perché qualcuno dovrebbe sentirsi in colpa se pensa che bisognerebbe occuparsi prima degli italiani ? In realtà è illogico affermare che prima debbano venire i diritti di chi in questo Paese è venuto si per necessità ma spesso con un ottica molto poco disponibile al dialogo e al confronto.

Vorrei sapere perché ad esempio in Italia negli asili pubblici i figli degli immigrati trovano sempre posto superando in graduatoria anche famiglie che hanno serie difficoltà economiche.
Siamo dunque Noi Stranieri in Patria? Ebbene si , questa non si chiama integrazione ma sudditanza psicologica. Un propaganda politica sviluppata dal 68’ in poi ha addossato al popolo le colpe politiche di un colonialismo militare ed economico che è, tra l’altro, tutt’ora in corso. Il senso di colpa che ormai la parola razzismo suscita ricade sempre su chi non ha mai preso decisioni di conquista o schiavizzazione dei Popoli.

Se la sinistra è sicuramente Rea di uno strisciante sentimento buonista che va a danno delle fasce deboli ma che mantiene pure le coscienze dei grandi consumatori , dall’ altra parte, quel grottesco carozzone di cocainomani che è la Destra italiana ha avuto ben più di una colpa promulgando leggi come la Bossi Fini sempre stando ben attenti ad applicarla il meno possibile, se non in quei casi in cui è servita come strumento per favorire il ricatto e la schiavitù da parte dei vari imprenditori, che hanno tenuto in piedi le proprie aziende, sfruttando e sottopagando il lavoro degli immigrati e allontanando i lavoratori italiani da mansioni tradizionali. Ma tutto questo è stato trasformato dai Media, ribaltando la realtà, con lo slogan “ Gli italiani non vogliono più fare i lavori che ora fanno gli immigrati”.
giovanni-sartori

In tutto questo vedo più che una spinta umanitaria, una spinta volta a ridurci all’esasperazione e alla povertà, una povertà, questa si, condivisa con gli stranieri, un piano il cui fine è rafforzare L’EURODITTATURA.
Vi è un’altra bella questione, quella della RECIPROCITA’ da parte delle nuove culture ospiti del nostro Paese, ma di questo parleremo in un altro post. Intanto a chiusura di questo pezzo vorrei citare le parole del prof. Sartori a cui non credo si possa dare dello xenofobo:
FONTE CORRIERE DELLA SERA:
…lei, Kyenge, si batte per un ius soli (la cittadinanza a tutti coloro che sono nati in Italia) mentre il suo ministero si dovrebbe occupare di «integrazione». E non sa, a quanto pare, che l’integrazione non ha niente a che fare con il luogo di nascita: è una fusione che avviene, o anche non avviene, tra un popolo e un altro. Io ho scritto un libro per spiegare quali siano i requisiti di questa integrazione etico-politica (che non è integrazione di tutto o in tutto). Capisco che un’oculista non deve leggere (semmai deve mettere i suoi pazienti in condizioni di leggere). Ma cosa c’entra l’immigrazione e l’eventuale integrazione con le competenze di un’oculista? Ovviamente niente. È chiaro che la nostra brava ministra non ha il dovere di leggermi. Per fortuna ho però molti affezionati lettori, uno dei quali (che è un noto accademico), mi scrive così: «Vivo a Torino nel cuore multietnico della città. A due traverse di distanza ci sono i locali dei neri (sub sahariani) e quelli dei magrebini rigorosamente distinti, più uno di romeni, che assolutamente non si mischiano. Alla faccia della integrazione». In Inghilterra, in Francia, e anche nelle democrazie nordiche vi sono figli di immigrati addirittura di seconda generazione (tutti debitamente promossi a «cittadini» da tempo) che non si sentono per niente francesi o inglesi. Anzi. Allora a chi deve la sua immeritata posizione la nostra brava Kyenge Kashetu? Tra i tanti misteriosi misteri della politica italiana questo sarebbe davvero da scoprire.
Un’altra raccomandata a quanto pare anch’essa di ferro (da chi?) è la presidente della Camera Boldrini. In questo caso le credenziali sono davvero irrisorie. Molta sicumera, molto presenzialismo femminista ma scarsa correttezza e anche presenza nel mestiere che dovrebbe fare.

GRILLO CHIAMA SARTORI, QUESTI SONO GLI UOMINI DI CUI ABBIAMO BISOGNO…UOMINI CON LE PALLE CHE DICONO QUELLO CHE PENSANO!

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...