Il Lavoro in ITALIA? Roba da SUICIDIO

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Come primo post di questo BLOG ho scelto di parlare di LAVORO perché purtroppo come dicono nei grandi Media “la cronaca è Sovrana”. Riporto dunque qui un articolo del CORRIERE che ha per protagonista una “Giovane vittima della crisi e della mancanza del lavoro”. 

«In Italia ogni anno 3.500-4 mila persone si suicidano. In quest’ultimo anno, però, sono aumentate le richieste di aiuto da persone arrivate alla disperazione per aver perso il lavoro o che si sentono soffocare dalle difficoltà economiche. Ma anche da chi ha visto un figlio o un marito suicidarsi proprio per questi motivi».                                                           
Maurizio Pompili, direttore del Centro per la prevenzione del suicidio dell’Uoc di Psichiatria dell’azienda ospedaliera S.Andrea di Roma.

Già perché in ITALIA di e per il LAVORO si MUORE. Vorrei anche indurre ai visitatori di questo spazio una riflessione su come per un ragazzo di 26 anni sia più facile in ITALIA  acquistare una PISTOLA piuttosto che trovare un LAVORO.

Fonte: Corriere dell sera

Meda, 26enne disoccupato si suicida
«Non ho neppure i soldi per le sigarette»

Accanto al corpo i carabinieri hanno trovato una pistola: è giallo su come il ragazzo sia riuscito a procurarsela

Un giovane di 26 anni, M. C., si è sparato domenica mattina a Meda (Monza e Brianza). In una lettera, avrebbe chiesto scusa per aver deciso di farla finita: «Non ce la faccio più», l’ultimo sfogo affidato a un biglietto, prima di puntarsi contro la pistola. Secondo le prime informazioni, M. C. non sopportava più di non riuscire a trovare un lavoro. Il particolare è emerso dai familiari, che lo vedevano da tempo molto preoccupato e depresso. La causa del suo profondo disagio sarebbe stata la difficile ricerca di un’occupazione. Da diversi mesi, infatti, trovava solo lavoretti saltuari, ma non riusciva a tirare su uno stipendio decente. Precarie anche le condizioni di vita della famiglia: il padre faticava a trovare un impiego fisso, si accontentava di qualche giornata da manovale nel settore, sempre più in crisi, dell’edilizia. Un’esistenza modesta, nel bilocale al pianterreno di una palazzina di periferia, che avrebbe pesato sulle condizioni emotive del giovane.

Redazione Milano online7 luglio 2013 | 18:48

 

 

NON RENDETELI PIU’ FORTI – I SIGNORI DELLA CASTA GODONO NEL VEDERCI MORIRE – NON SUICIDATEVI COMBATTETE!!!

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